giovedì 29 settembre 2016

Rhapsody of Fire - The Cold Embrace of Fear

Recensione su Italia di Metallo

Diciamo subito che questo EP è da 6 o 6,5 al massimo, forse la cosa più "bassa" e trascurabile di tutta la loro produzione, anche perché quella con meno musica "reale" in percentuale sul totale della durata, avendo come non mai molte parti recitate/d'atmosfera, intro di un certo tipo e cose simili.
Recensione col "mitico" "tralaltro"... ma mi sa che non l'ha scritto mica solo in questa... vedremo.
Poi, in ordine:
- Nessun "record" per aver pubblicato un album e un EP all'interno dello stesso anno, è una cosa per nulla infrequente anche al giorno d'oggi, da parte di band più o meno famose soprattutto. In particolare quando i compositori scrivono in realtà continuamente nuovi pezzi, quindi spesso in questi casi quelli che "avanzano" e non possono essere inseriti per motivi di spazio o scelta nel disco completo, finiscono in un EP o disco successivi (sempre che vengano considerati all'altezza di comparire in uscite ufficiali, che siano di breve durata o di quella completa). Per non parlare degli anni '70 in particolare, quando era quasi la norma pubblicare un paio di dischi  all'anno (anche se la durata media, almeno nel rock/hard, era di non più di 35-40 minuti), e che dischi, spesso capolavori veri e propri e quando in mezzo tra le uscite la band era magari occupata mesi in tour.
- E' evidentemente un unico pezzo in pratica, tipo suite insomma, diviso in 7 tracce, visto che c'è scritto proprio nella scaletta divisa in "Act I", "Act II" ecc., i pezzi sono tutti attaccati senza pausa alcuna nemmeno minima, quindi cosa tipica appunto in questi casi (come nei concept album completi, con eccezioni a volte, tipo King Diamond che invece ha sempre spaziato i brani, o quasi tutti, come in dischi normali). Ed è scritto su qualsiasi banca dati e lo dicevano loro nelle interviste del tempo. Quindi non si capisce perché prima lo afferma, e poco dopo invece, quasi dubbiosa, dice che è un EP "strano", perché "sembra più una lunghissima suite divisa in sette parti"... cioè, schizofrenia? Memoria di pochi secondi? Hahahah... bah. Poi che avrebbe di strano un EP (o disco completo che fosse) ad essere tipo suite divisa per comodità in tracce separate, non si capisce davvero, è una cosa frequentissima, soprattutto da quando si sono diffusi sempre più i "concept album" di vario tipo anche nel genere metal, da quelli di band fisse, a quelli a progetto con più o meno ospiti, da quelli in realtà scarsi e senza senso ma incisi e presentati come tali da band scarse o normalissime solo per darsi un "tono" di profondità, "cultura" e roba del genere, a quelli davvero più o meno validi sia musicalmente che come storia narrata e coesione dei due aspetti.
- Ridicolo come sempre citare pari pari del tutto acriticamente le etichette (ma lo stesso, anzi peggio, riguardo affermazioni esagerate di solito al massimo e scritte nelle pubblicità e lanci delle case discografiche stesse, o a volte nelle biografie delle band, soprattutto quelle underground ecc.) che si danno da soli i gruppi anche quando sono evidentemente ridicole e/o superflue. In questo caso l'"Hollywood Metal", che anche se spiegato da Turilli e compagnia a suo tempo perché lo scelsero e cosa volevano intendere, non ha in realtà utilità, perché sono quelle etichette non strettamente musicali, quindi meno immediate, più interpretabili in modi diversi da persone diverse, più equivoche e sfuggenti, mentre è sempre corretto usare quelle musicali tipiche, in questo caso ovviamente Symphonic, seguita da power metal o power-speed o power-epicheggiante o come uno voglia vederla. Tanto è vero che poi lo abbandonarono, anche se sostituito da un analogo ma più esplicito e preciso almeno, "Film Score Metal", spiegando che si erano resi conto che per chi non li conoscesse ancora per nulla leggere quell'etichetta in pubblicità o su locandine ecc., avrebbe potuto far pensare ad alcuni che fossero un gruppo stile americano tipico hard rock/glam metal/street metal degli '80 e di quella zona, cioè roba totalmente agli antipodi rispetto a loro da ogni punto di vista.
- Non è affatto vero che siano influenzati, e tantomeno da sempre, nel loro modo di scrivere e trattare di fantasy da Tolkien e il suo universo. Sono invece maggiormente, e lo erano soprattutto all'inizio, influenzati da un fantasy di tipo diverso, molto più semplice da una parte (cioè immensamente meno personaggi, vicende meno complesse e via dicendo) e più sull'heroic fantasy in realtà, con appunto un protagonista o uno dei principali in ogni caso, rappresentato dal classico eroe puro, senza macchia, che praticamente quasi sempre da solo si trova a combattere il male in varie forme. Oltre poi a tutte le teorie, idee e sensibilità particolare che ha Turilli, con influenze diversissime, da testi scientifici ad altri riguardo certe filosofie orientali e dintorni ad altro ancora, anche se tutti questi aspetti sono venuti fuori al massimo, in maniera più esplicita nei testi stessi e nelle note di accompagnamento presenti a loro volta nei booklet degli album, dopo la separazione e l'avvio della sua versione del gruppo.
- Nelle recensioni soprattutto, i generi non si dovrebbero mai scrivere con la maiuscola iniziale, né se scritti completi né se parziali come aggettivi, tipo in un passaggio qui dove si dice "...molto Heavy...". E' sbagliato, senza senso, pacchiano, brutto da vedere. "Metallo" poi è doppiamente orrido, non si traducono dall'inglese i generi (anche se purtroppo c'erano diversi che lo facevano anche già un tempo sulle riviste), anche perché sennò per coerenza andrebbe fatto con tutti, quindi il rock diventerebbe "roccia", il power metal "potenza metal", il death "morte metal" e via di seguito. Ah, dimenticavo, nemmeno i mesi, è più corretto normalmente scriverli con la minuscola iniziale.
- In fondo alle domande, anche se retoriche, come "e chi meglio di tizio saprebbe" ecc., ci va il punto interrogativo.
- Luogo comune classico di certi metallari, pensare che tutto il metal possa andare sempre d'accordo a prescindere con la musica classica (termine tra l'altro sempre generico, molto vago, perché in realtà dovremmo parlare più propriamente di barocca, neoclassica, romantica e altro ancora). Dipende ovviamente da quale tipo di band metal e stile si tratta, e anche da quale tipo di composizioni in stile classico uno voglia e provi ad associarci, e chiaramente in parte anche dalle proprie capacità di farlo, dalle idee e ispirazione.

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