Recensione su Italia di Metallo
Diciamo subito che questo EP è da 6 o 6,5 al massimo, forse la cosa
più "bassa" e trascurabile di tutta la loro produzione, anche perché
quella con meno musica "reale" in percentuale sul totale della durata,
avendo come non mai molte parti recitate/d'atmosfera, intro di un certo
tipo e cose simili.
Recensione col "mitico" "tralaltro"... ma mi sa che non l'ha scritto mica solo in questa... vedremo.
Poi, in ordine:
- Nessun "record" per aver pubblicato un album e un EP all'interno
dello stesso anno, è una cosa per nulla infrequente anche al giorno
d'oggi, da parte di band più o meno famose soprattutto. In particolare
quando i compositori scrivono in realtà continuamente nuovi pezzi,
quindi spesso in questi casi quelli che "avanzano" e non possono essere
inseriti per motivi di spazio o scelta nel disco completo, finiscono in
un EP o disco successivi (sempre che vengano considerati all'altezza di comparire in uscite ufficiali, che siano di breve durata o di quella completa). Per non parlare degli anni '70 in
particolare, quando era quasi la norma pubblicare un paio di dischi all'anno (anche se la durata media, almeno nel
rock/hard, era di non più di 35-40 minuti), e che dischi,
spesso capolavori veri e propri e quando in mezzo tra le uscite la band
era magari occupata mesi in tour.
- E' evidentemente un unico
pezzo in pratica, tipo suite insomma, diviso in 7 tracce, visto che c'è
scritto proprio nella scaletta divisa in "Act I", "Act II" ecc., i pezzi
sono tutti attaccati senza pausa alcuna nemmeno minima,
quindi cosa tipica appunto in questi casi (come nei concept album
completi, con eccezioni a volte, tipo King Diamond che invece ha sempre
spaziato i brani, o quasi tutti, come in dischi normali). Ed è scritto su qualsiasi banca dati e lo dicevano loro nelle
interviste del tempo. Quindi non si capisce perché prima lo afferma,
e poco dopo invece, quasi dubbiosa, dice che è un EP "strano", perché
"sembra più una lunghissima suite divisa in sette parti"... cioè,
schizofrenia? Memoria di pochi secondi? Hahahah... bah. Poi che avrebbe
di strano un EP (o disco completo che fosse) ad essere tipo suite
divisa per comodità in tracce separate, non si capisce davvero, è una
cosa frequentissima, soprattutto da quando si sono diffusi sempre più i
"concept album" di vario tipo anche nel genere metal, da quelli di band
fisse, a quelli a progetto con più o meno ospiti, da quelli in realtà
scarsi e senza senso ma incisi e presentati come tali da band scarse o
normalissime solo per darsi un "tono" di profondità, "cultura" e roba
del genere, a quelli davvero più o meno validi sia musicalmente che come
storia narrata e coesione dei due aspetti.
- Ridicolo come
sempre citare pari pari del tutto acriticamente le etichette (ma lo
stesso, anzi peggio, riguardo affermazioni esagerate di solito al
massimo e scritte nelle pubblicità e lanci delle case discografiche stesse, o a
volte nelle biografie delle band, soprattutto quelle underground ecc.)
che si danno da soli i gruppi anche quando sono evidentemente ridicole
e/o superflue. In questo caso l'"Hollywood Metal", che anche se spiegato
da Turilli e compagnia a suo tempo perché lo scelsero e cosa volevano
intendere, non ha in realtà utilità, perché sono quelle etichette non
strettamente musicali, quindi meno immediate, più interpretabili in modi
diversi da persone diverse, più equivoche e sfuggenti, mentre è
sempre corretto usare quelle musicali tipiche, in questo caso ovviamente
Symphonic, seguita da power metal o power-speed o power-epicheggiante o
come uno voglia vederla. Tanto è vero che poi lo abbandonarono, anche
se sostituito da un analogo ma più esplicito e preciso almeno, "Film
Score Metal", spiegando che si erano resi conto che per chi non li
conoscesse ancora per nulla leggere quell'etichetta in pubblicità o su
locandine ecc., avrebbe potuto far pensare ad alcuni che fossero un
gruppo stile americano tipico hard rock/glam metal/street metal degli '80 e di quella zona, cioè roba totalmente agli antipodi rispetto a
loro da ogni punto di vista.
- Non è affatto vero che siano
influenzati, e tantomeno da sempre, nel loro modo di scrivere e trattare
di fantasy da Tolkien e il suo universo. Sono invece maggiormente, e lo erano soprattutto all'inizio, influenzati da un fantasy di tipo diverso, molto
più semplice da una parte (cioè immensamente meno personaggi, vicende
meno complesse e via dicendo) e più sull'heroic fantasy in realtà, con
appunto un protagonista o uno dei principali in ogni caso, rappresentato
dal classico eroe puro, senza macchia, che praticamente quasi sempre da
solo si trova a combattere il male in varie forme. Oltre poi a tutte le
teorie, idee e sensibilità particolare che ha Turilli, con influenze
diversissime, da testi scientifici ad altri riguardo certe filosofie
orientali e dintorni ad altro ancora, anche se tutti questi aspetti sono
venuti fuori al massimo, in maniera più esplicita nei testi stessi e
nelle note di accompagnamento presenti a loro volta nei booklet degli
album, dopo la separazione e l'avvio della sua versione del gruppo.
- Nelle recensioni soprattutto, i generi non si dovrebbero mai scrivere
con la maiuscola iniziale, né se scritti completi né se parziali come
aggettivi, tipo in un passaggio qui dove si dice "...molto Heavy...". E'
sbagliato, senza senso, pacchiano, brutto da vedere. "Metallo" poi è
doppiamente orrido, non si traducono dall'inglese i generi (anche se purtroppo c'erano diversi che lo facevano anche già un tempo sulle riviste), anche perché
sennò per coerenza andrebbe fatto con tutti, quindi il rock
diventerebbe "roccia", il power metal "potenza metal", il death "morte
metal" e via di seguito. Ah, dimenticavo, nemmeno i mesi, è più corretto normalmente
scriverli con la minuscola iniziale.
- In fondo alle domande, anche se retoriche, come "e chi meglio di tizio saprebbe" ecc., ci va il punto interrogativo.
- Luogo comune classico di certi metallari, pensare che tutto il metal
possa andare sempre d'accordo a prescindere con la musica classica
(termine tra l'altro sempre generico, molto vago, perché in realtà
dovremmo parlare più propriamente di barocca, neoclassica, romantica e
altro ancora). Dipende ovviamente da quale tipo di band metal e stile si
tratta, e anche da quale tipo di composizioni in stile classico uno
voglia e provi ad associarci, e chiaramente in parte anche dalle proprie
capacità di farlo, dalle idee e ispirazione.
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